Il ruolo della comunicazione nel sostenere ciò che conta.
Ogni messaggio è una scelta, e comunicare è un atto sociale necessario per chi, come noi, ha fatto della comunicazione il proprio mestiere.
Le parole che scegliamo, i progetti che amplifichiamo, le storie che decidiamo di raccontare: tutto questo costruisce immaginari, modelli, desideri.
Per questo, quando un Paese come la Francia prende una posizione netta contro il fast fashion, non si tratta solo di una notizia di settore ma un atto concreto che apre interrogativi anche sul nostro ruolo.Cosa possiamo fare, come comunicatori, per sostenere processi virtuosi come questo? Come evitare che restino iniziative isolate?
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Una legge che colpisce il cuore del modello fast fashion
Lo scorso giugno, l’Assemblea Nazionale francese ha infatti approvato un provvedimento che punta a contrastare in modo diretto la diffusione di capi ultra economici, come quelli offerti da piattaforme come Shein o Temu.La legge prevede una tassa progressiva, che potrà arrivare fino a 10 euro per singolo capo entro il 2030.Oltre alla tassazione, introduce due misure fondamentali:
- l’obbligo di etichettatura ambientale, per rendere più trasparente l’impatto dei prodotti;
- il divieto di pubblicità per i marchi fast fashion, considerati promotori di un modello di consumo insostenibile.
Non è solo una misura fiscale o informativa, ma una scelta che mette in discussione l’intero sistema legato alla produzione e distribuzione rapida di abiti a basso costo. E lo fa anche toccando il piano della comunicazione commerciale, riconoscendone l’influenza nel generare domanda.
Ecco perché comunicare in modo consapevole significa scegliere di raccontare processi produttivi più trasparenti, promuovere marchi che rispettino le persone e l’ambiente, mettere in luce storie che non si basino sull’urgenza o sull’eccesso.
Non serve per forza cambiare tono o stile, basta cambiare direzione e la creatività deve rimanere la chiave orientata a generare consapevolezza, non solo desiderio.
Del resto se la Francia interviene limitando la pubblicità del fast fashion, è perché riconosce in essa una forte influenza sulla popolazione.
Sostenere ciò che è importante, oggi, è una scelta professionale prima ancora che valoriale: Chi comunica ha gli strumenti per fare la differenza. Sta a noi decidere come usarli.
In Golden Eggs ci proviamo ogni giorno: scopri Slow Communication.
